InScatola | quando la fotografia è packaging

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La fotografia è una tra le attività che forse si è più evoluta nel corso degli ultimi anni, Siamo tutti fotografi ( o quasi!): basta uno smartphone, una buona risoluzione e centinaia di app che ci aiutano a correggere luci, ombre, con filtri  magici.
Ma la fotografia 2.0 è anche un ottimo modo per conservare ricordi, fermare istanti, per chi, come me, fa fatica a buttare perfino la spazzatura e ha catalogato, serialmente, per anni, scontrini, penne e molto altro.
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Unico neo, lo stoccaggio. Quante volte ci piange il cuore a cancellare dettagli stupidi, ma ormai parte integrante delle nostre cartelle? Allora ben vengano soluzioni che, oltre a farci sembrare dei fotografi professionali, riescano anche ad aiutarci nell’esporre e rendere reali, le foto più belle. Come InScatola, un progetto nato circa 3 anni fa, da due architetti monzesi, Elena e Cristina Arosio, alla ricerca di una cornice fuori dal comune per gli scatti di un cliente.
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L’idea  è semplice ed  è  tutta italiana: una scatola bianca, semplice, in cui poter conservare le istantanee del quotidiano. Ma anche una serie di altri prodotti a corredo, come la mini cornice inQuadra,  con cui “giocare”, insieme alle app che usiamo tutti i giorni.
Oltre all’idea di cornice base, da 18,5×18,5, ci sono anche gli effetti: proprio come accade con i quadri in una galleria.
Grazie ad una serie di accessori, inPiù, o inMeno, inScatola consente di trasformare le foto in miniature o in macro foto, con una serie di effetti tridimensionali.
Maggiori info e acquisti:
info@arosioarchitetti.com
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