Il signor Orizzontale e la signora Verticale | #unlibroperchiami

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Io ho paura dei cambiamenti. Ma non è una cosa che mi è venuta col tempo; l’ho sempre avuta. Se perdo qualcosa, è un dramma. Se mi invitano a cena col largo anticipo, anche peggio. Una volta ho rotto un carillon che mi avevano regalato i miei durante un viaggio a Parigi. In età già adolescenziale, ho pianto per giorni, arrovellandomi sul pensiero che l’oggetto e quindi ciò che questo mi ricordava, non potesse più tornare. Alla fine credo che non sia il cambiamento in sé, ma la paura, appunto, che certe cose non tornino. Una sorta di chi lascia la strada vecchia per la nuova… Da qui, forse, anche la mia passione per la fotografia e i piccoli attimi.

Per questo oggi vi propongo una recensione di un libro bellissimo, proposto da Terre di Mezzo Editore, che mi ha particolarmente colpito, forse ancor di più per il periodo che sto vivendo.  La recensione è di Camilla, ovvero Zelda was a writer. Un blog che è anche un magazine, una finestra di aria fresca e di creatività e fantasia. Da leggere con calma per rilassarsi o anche solo per evadere un po’.

Il libro, invece, è Il sig. Orizzontale e la signora Verticale, di Noémie Révah e Olimpia Zagnoli; una ricostruzione di come l’Amore, quello con la A maiuscola, possa aiutare a superare diversità e paure.

Se la complessità vacilla, insomma, è perché ha trovato nuovi livelli di estensione e nuovi spunti per arricchirsi.
Capita ogni volta che le cose cambiano, capita a ogni sorgere del sole: non c’è da preoccuparsi! Bisogna solo non perdere di vista la grande occasione che questo mutamento può regalare al nostro vissuto.

Un insieme di contrari e contrapposti, che hanno un loro ordine e una loro ragione d’esistere e da cui nasce sempre qualcosa di buono.

Perciò, sì, lo metto nella categoria #unlibroperchiami. E non solo a Natale.

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